Progetto Donne, Brescia 2022 (2)

Parte 2, Il progetto a cui ho preso parte.

Grazie a Giuliano Radici, fotografo “racconta storie”, Enrico Ranzanici, filmmaker, Ezio Arnaboldi, Anna Ancarani, make up artist “ricercatrice di bellezza”.http://www.giulianoradici.com/new/www.enricoranzanici.com

Progetto Donne, Brescia 2022 (1)

Questo è un piccolo assaggio di un grande Progetto a cui ho recentemente preso parte.

Qui sotto ne illustro una pagina descrittiva e più avanti posterò altre pagine per riportarlo al meglio.

Un’iniziativa che definire ‘interessante’ mi sembra riduttivo; i professionisti che stanno portando avanti il progetto hanno dimostrato una particolare sensibilità per gli aspetti umani, sociali e artistici, in questo caso centrati sul mondo delle donne.

Il soggetto “Donna” è un universo in continua esplorazione che queste persone hanno cercato di cogliere in un modo non comune e che dovrebbe dare un risultato finale veramente particolare e di grande effetto.

Insomma, andare alla ricerca dell’anima di ogni singola donna attraverso immagini e storie vissute è un percorso affascinante e sottilmente umano.

Sono orgogliosa di essere stata scelta; credo sia gratificante essere identificata come soggetto che aderisce ai profili adatti a un progetto di tale portata.

Il mio percorso artistico si arricchisce così di questa nuova bella esperienza.

Grazie a Giuliano Radici, fotografo “racconta storie”, Enrico Ranzanici, filmmaker, Ezio Arnaboldi, Anna Ancarani, make up artist “ricercatrice di bellezza”.

http://www.giulianoradici.com/new/

http://www.enricoranzanici.com

da Poesie e racconti, un dolce pensiero per Greta.

Greta e Umberto…

E’ proprio di poche ore fa la notizia della condanna dei due tedeschi (a 4 anni e sei mesi il pilota del motoscafo e a 2 anni e 11 mesi l’altro) per l’uccisione di Greta e Umberto lo scorso 19 giugno sul lago di Garda.

Il motoscafo navigava ad alta velocità e ha travolto il piccolo gozzo fermo.

Umberto è morto sul colpo, Greta per annegamento.

I due tedeschi erano stati accusati di omicidio colposo, naufragio e omissione di soccorso ma nella legge italiana non è previsto l’omicidio navale.

Sconteranno la pena agli arresti domiciliari, e lavori socialmente utili.

La mia Nadia accetta il giudizio del giudice ma dice che la loro condanna è iniziata il 19 giugno.

Lele, suo marito, aggiunge che hanno fatto quello che potevano e che di più non si può fare… e che purtroppo non hanno più la loro bambina.

Il dolore non si cancella con una sentenza.

Per quello che posso, ogni giorno cerco di far rivivere Greta e, quando viene sera, prego la stella che ho nel cuore.

I Bambini Dharma, Home is where the heart is

Il tempo è prezioso, perciò poche parole chiare e semplici per questi Bambini altrettanto preziosi.

Dal mese di maggio 2020, su richiesta da parte dell’ Asst Spedali Civili di Brescia, abbiamo allestito con un intervento artistico lo spazio dedicato ai tamponi per i neonati, i bambini e le loro famiglie così da offrire un luogo caldo e accogliente, lasciando un ricordo positivo e un piccolo dono per tutti i bambini ai quali verrà eseguito il tampone; da questa richiesta è nato il progetto: Home is where the heart is.

Da questa sinergia, come tutte le altre volte che si riesce a fare un lavoro di squadra, tutti ne escono migliori e soprattutto, in questo caso possiamo rendere migliore la vita di tanti bambini che, forse in silenzio, ci hanno insegnato durante questa pandemia ad adattarsi e capire l’importanza del bene comune come bene per tutti.

https://www.ibambinidharma.it/

il valore della Persona

Premesso tutto il mio profondo rispetto per quanto realmente accadde quel giorno e per tutte le Persone che popolano questo mondo, premesso che non ho mai fatto molto caso (se non per il fatto che chiunque incontri o mi conosca mi porge gli auguri) a questa giornata mondiale della Donna e mai l’ho festeggiata, vorrei prendere l’occasione per postare questa foto che mi è piaciuta talmente da far parte di una delle tante su una parete, che mi sono divertita a creare, in una stanza di casa mia.

Un pensiero quindi a tutti noi, Donne e Uomini (non l’ho scritto al contrario per non rischiare il paragone con la … non saprei quale termine usare e preferisco sorvolare … trasmissione in tv -rido-), perchè tutti ci si possa valorizzare l’un l’altro ogni giorno della nostra vita.

Sempre!

I Bambini Dharma, “carezze di lana” per i bambini abbandonati

.perché domani saranno uomini

.perchè domani saranno donne

Mini cuffiette, babbucce e copertine realizzate a mano, punto dopo punto, scaldano la pelle ma soprattutto il cuore di chi le riceve e di chi le dona.

Sono le “carezze di lana” fatte da alcune mamme e nonne ai neonati abbandonati alla nascita che non conoscono l’abbraccio della mamma.

“Ogni creatura è benvenuta” è lo slogan del progetto che ha visto “le donne attive in famiglia e in società” sferruzzare dentro casa per lasciare “un’impronta familiare discreta, espressa attraverso la manualità del ricamo” nella storia di questi piccoli bimbi bisognosi d’affetto.

Il tutto con la collaborazione dell’organizzazione bresciana di volontariato I Bambini Dharma che da anni si prende cura in ospedale dei bebè abbandonati alla nascita dai genitori, dei piccoli che arrivano in ospedali in seguito a maltrattamenti o dei bambini disagiati ricoverati nell’area pediatrica.

La Presidente “il progetto vuole essere un gesto d’amore nei confronti di questi piccolini; le nostre associazioni stanno creando maglioncini, cuffiette, babbucce, copertine, bavaglie e lenzuolini ricamati a mano che saranno aggiunti nella valigia di ogni Bambino Dharma, contenente già alcuni oggetti della prima infanzia e un Diario. Un gesto simbolico di partecipazione all’atto concreto di accudimento compiuto dall’associazione”.

La prime babbucce calde di colore azzurro con inserti in pizzo bianco sono state affidate alla Presidente, ma la collaborazione tra le due realtà va avanti da tempo: è iniziata a Natale con il dono dei golfini rossi.

“Soprattutto quando il percorso della vita inizia con una strada in salita, ogni creatura ha il diritto di essere amata e coccolata”.

Anche attraverso “carezze di lana”.

https://www.ibambinidharma.it/

I Bambini Dharma, il sentiero dei Bambini Dharma

Riceviamo moltissime richieste di esportare il “modello Dharma” in altre città.
Siamo molto gratificati e questo ci ha indotto a sviluppare profonde riflessioni.

Aprire un’Associazione come I Bambini Dharma è come costruire un grattacielo da zero e per farlo bisogna crederci. Nella nostra esperienza è assolutamente necessario che chi sceglie questo percorso lavori già in un grande Ospedale, possibilmente in un reparto pediatrico.

Per creare un’Organizzazione di “donatori di coccole” come la nostra servono persone molto motivate, tanto da decidere di dedicare tutto il loro tempo a questa attività. Molti sono mossi dal desiderio comprensibile di coccolare bambini rosei e pasciuti, ma non sempre è così: molti bimbi abbandonati, maltrattati o che hanno bisogno di noi sono angeli con le ali spezzate.

La motivazione deve nascere solo dal cuore.

Bisogna formare un numero cospicuo di volontari con corsi specifici tenuti da professionisti, medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali…


Per dare un servizio davvero efficace i volontari devono essere
persone disponibili a fare turni a tutte le ore con poco preavviso e con una pianificazione che può essere stravolta in poche ore, a seconda delle necessità dei piccoli pazienti.

Servono rigore e lucidità. A tal scopo è necessario mettere a disposizione dei volontari un supporto psicologico per superare i momenti difficili: il distacco, il dolore sul volto di un bimbo, a volte anche il lutto, devono essere metabolizzati e superati per poter prestare un buon servizio.

C’è molto altro: noi l’abbiamo costruito con molta umiltà e pazienza in anni di conoscenza delle logiche sociali e ospedaliere, abbiamo affrontato tempi di piccole e grandi battaglie, di momenti di sconforto che ci hanno aiutato a ripartire più forti e organizzati.

Dopo queste riflessioni siamo arrivati alla conclusione che il nostro modello sia difficilmente replicabile, non impossibile, ma molto complesso.

Il sogno di replicare I Bambini Dharma richiede costante determinazione. Ci auguriamo che l’intenzione positiva presente su tutto il territorio nazionale si coaguli in azioni determinate alla crescita di un supporto mirato al “coccolaggio” nel maggior numero di ospedali possibili.

Siamo disponibili a dare informazioni agli operatori ospedalieri e alle associazioni che operano già all’interno di strutture ospedaliere.

La nostra Organizzazione è aperta a trasmettere la sua esperienza.

I Bambini Dharma, Il Diario

Immagina per un attimo di trovarti nel posto che vuoi, con chi vuoi, all’età che vuoi e stai cercando una maglietta, una penna, un giornale, un foulard, le calze…. potrei andare avanti con l’elenco ma non serve.

E trovi un diario. Lo prendi, lo apri, i tuoi occhi si sgranano.

Pagine riempite di parole, disegni, colori, nomi a volte strani.

D’un tratto la tua vita fa una corsa all’indietro.

Stanno parlando di te, stanno parlando con te…ma quando? Quando è avvenuto tutto questo?

Chi sono queste persone di cui ho sempre tanto sentito parlare?

Leggi… un vortice di emozioni ti trascina dentro e le luci del tuo cuore si accendono, quelle nella tua testa si illuminano.

Ti rivesti d’amore e sai che la tua vita ha un senso e vale la pena di essere vissuta con forza, coraggio, amore, consapevolezza.

I Bambini Dharma raccoglie con amore questi piccoli frammenti di esperienza cercando di esprimere al meglio l’essenza di questo viaggio iniziale.

Per ogni piccolo ecco un fiocco bellissimo ricamato con il nome, la data della sua nascita, un corredino fatto tutto a mano.

Desideriamo restituire a queste piccole creature una storia: il momento della nascita rappresenta per ogni essere umano l’inizio di un cammino e noi non vogliamo che il primo capitolo della loro vita rimanga bianco; non vogliamo che la loro storia rimanga vuota come la pagine di un libro mai scritto; fermiamo i momenti quotidiani in un Diario dei primi giorni di vita.

Ad ogni turno di “coccolaggio” in ospedale noi zie e zii scriviamo sul Diario ciò che facciamo col bimbo durante la giornata: i suoi progressi, cosa gli piace e cosa no, raccontiamo le sue e le nostre emozioni, con le parole, con i disegni, con i colori.

Lasciare nella vita di un bambino un vuoto d’amore significa farlo “morire” da grande, privarlo di una capacità empatica da adulto. Si tratta di un vuoto, un malessere interno che fa paura e proviene proprio dal non sapere cosa gli sia successo durante i primi mesi di vita.
Mettendo nero su bianco la sua storia su questo Diario, diamo l’opportunità a questo bimbo e alla famiglia che lo accoglierà, di sapere che è nato da una mamma e che è stato tanto amato e accudito fin dall’inizio.

Per il bambino questo Diario sarà un tassello, il primo pezzo che gli servirà per costruire il puzzle della sua vita.

Dal profondo

messaggi in bottiglia

Dal profondo di quegli occhi mi disseto

come quando l’amore trova strada lungo i sorrisi

 

Ricordi

brevi frammenti

immagini veloci infrante dietro al cristallino

ricomposte davanti agli occhi

rielaborate nel cervello

tradotte dal cuore

 

Sono flash, sono scatti, sono istantanee incollate alla memoria

come le foto alle pagine di album mai sgualcite sempre guardate

 

Sono parole, sono frasi, sono voci non dimenticate,

messaggi in bottiglia affidati alle onde