una ragione per sorridere : SEMPRE (under construction)

un sorriso per tutti i gusti……

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ad un bimbo

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Caro bimbo,
ho tanto desiderato il tuo arrivo.
Eri un sogno ed ora sei !
un miracolo che respira tra le mie braccia
una grande luce con il tuo piccolo cuoricino che batte
un sorriso gentile che ha reso luminoso il mondo e me
nuova linfa per la famiglia che avrà cura di te guardandoti con amore
un momento di bellezza che mi fa apprezzare ogni angolo della vita
aprirai i tuoi occhi per incontrare i nostri e sentirai gioia
muoverai i tuoi piccoli passi e sarai pronto per un lungo cammino
assaggerai i sapori della terra e ne godrai
udirai le onde del mare e i suoni delle città e ti sentirai libero
respirerai l’aria della vita e ti emozionerai
annuserai il profumo della terra e pregherai
toccherai i visi di chi ti è amico, le mani di chi ti incontrerà e dirai grazie
Non tralasciare sorrisi e carezze
Non perderti le risate e le lacrime di gioia
Canta canzoni e danza spensierato
Regala fiori a un amico che soffre
Cresci nell’amore e sentirai che tutto è possibile
Non avere paura
Non arrenderti senza lottare
Ascolta chi ti sta intorno e cerca di comprendere
I tuoi pensieri sono la vera ricchezza che ti aiuterà a fare scelte coraggiose
La vita è unica ed è piena di piccole cose meravigliose come te
Avrai tanti sogni che coltiverai, saranno la tua fortuna
E non dimenticare : non smettere mai di sognare

CHI – AMA 14808

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Aspetto  la tua voce

il suono delle tue parole

aspetto di sentirti così gli impulsi arrivano dritti al cervello da cui partono i segnali che prendono strade diverse dentro me.

Sono lucida obiettiva razionale.

Aspetto di sentirti

di ascoltarti

Chiama

Mettimi il linea diretta con le onde del mare così per un istante potrò sciogliere le catene della quotidianità,

mandami le voci dei bambini, le loro grida mentre corrono e giocano,

le loro risate così la spensieratezza e le emozioni prenderanno il sopravvento.

Descrivimi di che blu è il cielo lì che qui è così grigio, cupo, le nuvole tanto cariche di pioggia così a lungo da non poter immaginare che questo tempo cambierà.

Dimmi del cibo diverso,

dei sapori nuovi,

dei colori predominanti,

dell’odore dell’aria di un altro paese,

delle facce sconosciute che ti passano accanto senza sapere chi sei,

del caldo che ti circonda,

delle voci incomprensibili che cogli intorno a te mentre ad occhi chiusi ti godi la tregua che ti porta lontano dal resto del mondo,

quel lungo e beato attimo di incoscienza che ti culla e ti ispira,

quel profumo che nel vento riesci a percepire e ti riporta ad un momento migliore.

(parte quinta) ancora la realtà ancora il sogno 23408

parte-quinta

La voce parla. E’ la mia voce.

“Mi ritrovo a leggere quelle parole che ora so non essere tue per me ma di qualcun’altro per te, così comincio ad intuire chi le ha scritte, ma non ancora il perché tu sia arrivato a questo”.

“Il tuo sogno ha un senso ma la verità davvero ti farebbe stare male. Non cercarla, non andare oltre, non hai capito davvero tutto, lascia stare, credimi”.

 “ E sentire? Ha importanza intuire, sentire e capire tutto, troppo, in un attimo che non avrebbe dovuto esistere?”

Sprofondi nell’ombra del tuo scoglio, abbassi gli occhi e soffri in silenzio.

“Ci sono tanti perché, ma non contano per davvero”, cerchi di rassicurarmi, “il tuo non era un brutto sogno, era realtà. Sei riuscita a penetrarla, non so come, ma lo hai fatto. E ora che credi di sapere chi le ha scritte per me, mi ritrovo da solo a pensare ancora una volta alla tua anima pulita, che mi ama ciecamente, alla tua fede in me fino in fondo, fin dall’inizio. E’ anche questa la ragione per la quale non voglio allontanarmi da te. E non mi sento più tanto onesto come credevo o dicevo di essere. E mi chiedo cosa farai ora, e chi diventerai se sarai tu a decidere di partire, e come vivrò io senza più vederti, parlarti, toccarti forse più. Mi accontenterò di vivere in superficie sapendo che in giro per il modo qualcuno mi ama e nessuno mai lo farà così come fai tu? Ce la farò a continuare a nascondermi e a cercare pretesti e stimoli e sensazioni per trovare il coraggio di vivere l’abitudine? Avrà un senso soffrire per amore? E sapere che chi mi ama soffre, riuscirò ad ignorare questo pensiero andando avanti giorno per giorno sapendo che la fine è la stessa per tutti? Potrò disfarmi così facilmente della tua presenza, della tua sofferenza, del tuo amore, della tua gioia, della tua testa, del tuo corpo, fingere che tutto ciò non esista? E dovrò far finta di trovare in qualcun’altro la complicità e l’intimità che con te sembravano uniche?  Ti ritroverò ancora al di là degli occhi di qualcuno? E questo tempo trascorso in quello che a te è parso un attimo, cosa è veramente stato per me? Avrà ancora un senso l’amicizia? Potrò ancora definirla e trovarla tra i miei valori o resterà soltanto una parola vuota?  Ho fatto tanto per farti stare bene e so che lo sai, ma prima mi veniva così naturale mentre ora mi ritrovo povero mortale che ha bisogno di costanti conferme, di stimoli nuovi, di sensazioni perdute nella quotidianità che nemmeno abbiamo vissuto appieno, di fantasie nascoste sotto le coperte di una bambina, nascoste da un uomo che ha paura di diventare vecchio e vede precario il suo tempo. ”

L’aria si riempie del fragore delle onde del mare,

le vedo distruggersi inesorabilmente contro gli scogli,

il vento è forte e l’odore di salsedine m’invade ,

il suono delle tue parole si trasforma,

la tua immagine sbiadisce come in un film, e la mia prende il suo posto …… e sono io che sta pronunciando ciò che hai appena detto tu, sono io, sono io

 ____________________________ continua_______

 

(parte quarta) la realtà continua…….2408

 

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………….. invece mi hai oltrepassata passandomi attraverso come se io fossi stata un fantasma.

……………… come se io fossi stata un fantasma.

La figura dietro di me o davanti a me è avvolta nella nebbia, mentre vedo te distintamente.

Afferri il bicchiere che esce dalla nebbia ma non lo porti alle labbra per bere, lo spieghi come fosse un foglio e leggi quelle parole.

E in quel preciso istante capisco che non erano tue.

Dalla tasca prendi una fotografia e la baci, sfiorandola con le tue labbra.

D’un tratto due occhi scuri e vivaci mi si parano davanti come un lampo che squarcia il cielo d’estate e subito spariscono.

Dove li ho già visti ?

Li ho già visti!

D’improvviso ti vedo dentro un piccolo cilindro nero e lungo, quasi un tunnel in miniatura.

Tu rimpicciolito e lontano, sempre più lontano e circondato dal nulla.

Tu solo.

Solo col tuo foglio in mano e la fotografia.

Mi guardo intorno, cerco di avvicinarmi ma mi accorgo di camminare affaticata in salita su un ponte aperto, senza ripari, un ponte lungo e stretto.

Sotto di me il mare.

Blu, bellissimo, senza fine, mi toglie il respiro.

Non sono più sicura.

Tutti i miei appigli sono spariti.

Le mie certezze non esistono più.

Qualsiasi ragione mi ha abbandonata.

E i miei sensi?

Dove sono i miei sensi?

Non c’è più niente intorno, sono come circondata dal cielo.

Davanti a me il ponte aperto in salita e, dove c’eri prima tu, ora una piccola scatola chiusa e avvolta in un pezzo di stoffa rosso.

Un raggio di sole accecante colpisce la scatola e il pezzo di stoffa diventa sangue che si sparge e scende fino ad arrivare a me.

Sono a piedi nudi, li guardo, li tocco, il sangue ora è anche sulle mie mani.

Ho i piedi sulla sabbia, penso, sono caduta giù dal cielo.

Nuda mi risollevo piano, molto piano.

Tutto rallenta, rallenta, rallenta.

Si sente forte il suono del mare, un suono calmo che mi pervade e si impossessa di me.

Sento una voce oltre la mia spalla, alzo gli occhi e giro il viso verso quella voce

 

_______________ continua senza tregua _______________________

 

(parte terza) Quando l’immaginazione entra nella realtà….26308

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Un altro puzzle.

Tanti pezzi ad incastro di vetro colorato.

Li dispongo uno ad uno sul tavolo che ora non è più un tavolo ma lo schermo acceso di una tv ad altissima definizione.

Mano a mano che incastro i pezzi, mi accorgo che corrispondono esattamente alle figure proiettate sotto.

Alcune persone sedute in una stanza spoglia piena di fumo e senza suoni.

S’intuisce che parlano perché gesticolano, alcuni di loro ridono a bocca aperta, altri hanno un’espressione triste e stanca.

La ragazza che sta varcando la porta d’ingresso rivolge un sorriso dolce all’uomo che la sta guardando.

Tutto è fermo, immobile, silenzioso, denso di significato.

Quel senso misterioso che si riesce ad avvertire così distintamente solo in sogno.

Quella magia inafferrabile eppure rivelatrice che si manifesta così chiara tramite immagini che arrivano deformate o irreali ai nostri occhi ma simultaneamente tradotte e decodificate da un particolare angolo del cervello in quella fase di precario equilibrio tra sonno e veglia, sogno e risveglio, coscienza ed incoscienza.

Dove ho già visto tutto ciò?

D’un tratto più nulla.

Una spiaggia solitaria senza vento e tu seduto dentro l’ombra di un enorme scoglio.

Mi avvicino piano, con passo incerto e tu parli distratto senza guardarmi negli occhi.

“Adesso che da sola hai messo insieme i pezzi di ciò che c’era scritto, devi sapere chi ha scritto e per chi e perché”.

 impaurita reagisco

“Pensavo fosse solo un brutto sogno, volevo convincermi che quelle fossero parole tue destinate a me per una ragione ben evidente, ma allo stesso tempo vedevo una figura dietro di me o davanti a me, non ricordo bene…. non ero io ….tu camminavi verso di me con la mano tesa nel gesto di darmi qualcosa, io ti porgevo le mani a coppa, invece mi hai oltrepassata passandomi attraverso come se io fossi stata un fantasma.

……… to be continued ………..

(parte seconda) Quando l’immaginazione entra nella realtà…ANCORA . 19308

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Cosa faccio?

Cosa devo fare?

Amore mio aiutami.

Tirami fuori da qui in qualche modo non importa come.

No qui non c’è nessuno, sono solo io, sono sola col mio amore che brucia dentro di me.

Sento un dolore forte in una zona non ben definita, vicina al cuore, dietro al cuore, qualcosa già provato.

Cerco di fermare quelle immagini che spariscono veloci come lampi durante i temporali d’estate.

Forse è l’unico modo per venirne a capo.

Sono parole quelle che vedo, parole enormi scritte con l’inchiostro, lui finisce di scriverle e si alza, poi si gira verso la finestra ed io sono proprio davanti a lui.    

Gli porgo le mani a coppa perché lui possa versarci dentro quelle parole.

Invece lui non mi dà niente.

Strappa il foglio in tanti minuscoli pezzettini e li butta in aria.

Si gira dall’altra parte, spegne la luce, sbatte la porta e se ne va lasciandomi sola al buio.

Non mi ha vista?

Non mi ha vista !

Perché?

Di nuovo quell’angoscia.

D’improvviso le pareti della stanza si illuminano.

Sono coperte di brillanti stelle fosforescenti che prendono forma soltanto adesso, nel buio totale di questa stanzetta.

Attaccati alle pareti che si stanno allargando, piccoli cartoncini di dimensioni e colori diversi esplodono come fuochi d’artificio.

La stanza si riempie di acqua…. è bellissima …..e io comincio a galleggiare a fluttuare a respirare. 

Mi trovo in bilico tra la zona della coscienza e quella del ricordo.

Sto sognando!

Su ogni quadratino una lettera diversa scritta con l’inchiostro, una lettera soltanto per ogni singolo pezzo di carta.

Stacco i fogli dalle pareti che ora mi si stanno stringendo attorno.

Tante lettere su tanti foglietti che devo mettere in logica successione per capirne il senso compiuto.

Mentre afferro l’ultimo pezzetto di carta, la terra trema.

Ho paura, infilo tutto nelle tasche e corro fuori.

Mi gira la testa, inciampo, ho bisogno di aiuto ma non c’è nessuno.

E’ buio anche fuori, è tardi, è troppo tardi e non c’è più anima viva in giro.

Mi guardo intorno, stelle, stelle ovunque, stelle e silenzio.

Dall’altra parte di quell’insolita strada una porta socchiusa, un sottile filo di luce si riflette sull’asfalto ma l’asfalto è fatto di marmo colore chiaro, una strana strada.

Mi avvicino timorosa e curiosa.

Una voce m’invita ad entrare.

Rovescio il contenuto delle mie tasche sul tavolo di fronte a me e vedo un vecchio seduto su una grande poltrona bianca.

Mi guarda e mi fa un cenno con la mano.

Vuole che io apra una scatola che sta proprio lì davanti a me.

Mi siedo, tolgo il coperchio, ci guardo dentro.

Un altro puzzle.

………… to be continued ………………..

Il sogno. Il sogno? Quando l’immaginazione entra nella realtà 15308

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Sto soffocando.

Sto soffocando ed è talmente reale che non è un sogno.

Cos’è?

Dove sono finita?

Cado.

Il cuore batte troppo forte e spara un colpo in alto che arriva direttamente al cervello.

Brucia.

Sento le mie mani tremare e il fuoco sulla mia faccia.

Davanti ai miei occhi stanno scorrendo immagini incomprensibili che si moltiplicano all’infinito e si sovrappongono troppo velocemente per essere afferrate.

E poi di colpo scoppiano silenziose in mille pezzi come un vetro che va in frantumi.

Ho paura.

Forse ciò che vedo non è quello che sta realmente accadendo.

Forse la realtà è che la pallottola che mi ha colpita in testa ha distrutto il mio cervello e le immagini che ci sono dentro si spaccano.

Ciò che sta accadendo non è altro che l’inizio della mia fine.

Ora quei pezzi sgretolati si schiantano muti a terra e in un attimo sono tutt’intorno a me.

Mentre ansimando cerco un appoggio con le mani come fa un cieco, obbligo il mio corpo a rialzarsi.

E d’un tratto capisco che non vedo più.

Quelle schegge che mi circondano sono lame che entrano nella mia carne e mi feriscono.

Mi fa male.

Gli occhi mi bruciano.

Mi sento così debole e agitata allo stesso tempo.

Devo calmarmi.

Magari se il mio cervello non funziona e i miei occhi non vedono, il cuore mi può ancora salvare.

Sì, quello c’è, batte ancora, lo sento.

Cosa faccio?

Cosa devo fare?

…………….(to be continued)

I bambini Dharma, espressione d’amore

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Grande Donna, esempio di grinta, competenza, esperienza, umanità, generosità e simpatia !
Un vulcano che si muove senza sosta tra sfide continue.
Trasmette forza, calore e molto altro.
E’ una mamma dal cielo, una dolce anima, un cuore grande.
Con ammirazione, amicizia, amore e simpatia la seguo.
Faccio parte di questa associazione, un sogno che si è avverato!

….aiuti un essere umano che non potrà mai dirti quanto quelle coccole lo hanno consolato e quanto gli hanno fatto sentire il calore della vita, ma dentro gli resterà per sempre!

Con piacere vi presento Giovanna al TEDxBologna, ottobre 2016