Sliding doors…….l’incontro 14608

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E’ sempre lei.

E chi potrebbe dimenticare una così?

La solita faccia struccata e pulita, solo il solito lucidalabbra con i puntini che brillano.

Sempre impegnata, come al solito troppo.

Lei che come sempre si appassiona a quello che fa e quello che fa lo fa bene.

Lei schietta, diretta, dolce e gentile, ferma e rigida sulle sue idee.

Lei molto critica, lei che si confronta sempre, come sempre, come al solito.

Lei molto concreta. Carattere, volontà, determinazione !

Ti guarda dritta in faccia, parla lentamente e usa frasi così chiare, non dà mai risposte evasive, interpretazioni vaghe.

Lei che non ammette qualsiasi forma giudichi la minima mancanza di rispetto, da chiunque essa arrivi ed in qualsiasi modo si manifesti.

Lei onesta fino in fondo con gli altri, con sè stessa, come al solito.

Secondo lei a qualcuno che afferma “oggi mi va bene così, domani non so” bisogna chiedere “non so cosa?”, perchè sostiene che nel momento in cui si dice “non so” si ha già in mente qualcosa o più di qualcosa, qualcosa che va detto …. presente il tipo??

Non ti dà scampo!

Vuole il confronto, lo scontro, l’incontro diretti.

Lei che si racconta lucidamente.

Lei che anche se come al solito sta lavorando tanto, troppo, e non ha un minuto di tempo libero come al solito, ti dice “passa che ti saluto” e tu sai che lo dice sul serio, come al solito.

Per ragioni diverse stavamo vivendo ognuna un momento particolare della nostra vita e, se avessi dovuto guardare un film, l’ incontro non sarebbe stato affatto una casualità.

Ecco perché ebbi la certezza che quella volta non ci sarebbe stata un’altra interruzione.

La storia continua, come al solito

Prima – vera 10508

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Tu ritorni in primavera come i fiori che sbocciano 

io rinasco con i miei sorrisi e te dentro la testa

sei sopra di me

a un soffio

silenzio denso di respiri

mi guardi

mi sciolgo nei tuoi abbracci

godo dei tuoi sì

mi sento tutta

ogni millimetro di me in scansione

prendi il mio cuore la mia anima prendi il mio corpo

tieni la mia libertà

prendimi

leccami via le ferite che il tempo senza di te mi ha lasciato addosso

Vibrazioni 19118

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Assaporo lentamente il gusto morbido di questo momento

 

Il cielo sopra di me sembra ondeggiare

 

mentre il vento fa vibrare le stelle

 

Intorno a me si crea un campo magnetico

 

L’energia che sprigiono azzera le distanze

 

Qui il tempo diventa più mio,

 

un abito che mi è stato cucito addosso e veste alla perfezione

 

Preliminari tutti per me nella mia testa e nel mio corpo

 

Spazi solo miei dove mi basto

 

L’attesa dell’incontro …

CHI – AMA 14808

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Aspetto  la tua voce

il suono delle tue parole

aspetto di sentirti così gli impulsi arrivano dritti al cervello da cui partono i segnali che prendono strade diverse dentro me.

Sono lucida obiettiva razionale.

Aspetto di sentirti

di ascoltarti

Chiama

Mettimi il linea diretta con le onde del mare così per un istante potrò sciogliere le catene della quotidianità,

mandami le voci dei bambini, le loro grida mentre corrono e giocano,

le loro risate così la spensieratezza e le emozioni prenderanno il sopravvento.

Descrivimi di che blu è il cielo lì che qui è così grigio, cupo, le nuvole tanto cariche di pioggia così a lungo da non poter immaginare che questo tempo cambierà.

Dimmi del cibo diverso,

dei sapori nuovi,

dei colori predominanti,

dell’odore dell’aria di un altro paese,

delle facce sconosciute che ti passano accanto senza sapere chi sei,

del caldo che ti circonda,

delle voci incomprensibili che cogli intorno a te mentre ad occhi chiusi ti godi la tregua che ti porta lontano dal resto del mondo,

quel lungo e beato attimo di incoscienza che ti culla e ti ispira,

quel profumo che nel vento riesci a percepire e ti riporta ad un momento migliore.

INCO – GN – ITA 141208

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A quei tempi venivo accuratamente nascosta sotto falso nome.

Mi chiamavo Pablo, anche se ancora non potevo saperlo.

Ero bellissima.

Una sera mi regalò perfino una parrucca, lunghi capelli castani con riflessi colore dell’oro, così, nell’evenienza tutto fosse poi stato scoperto, io avrei potuto giustificare il fatto confessando di essere un/una trans “che non ce la fa davvero più a stare nella propria pelle”.

Ci capitava di ridere per stupidaggini di poco conto come questa ed eravamo così bravi ad ironizzare su tutto; in realtà c’era poco da stare allegri : eravamo una “coppia clandestina” e quindi privi di libertà, e alcuni sanno bene quanto si aneli alla libertà specialmente in tali frangenti, ma soprattutto se già allora fossimo venuti a conoscenza delle conseguenze del caso.

Quella sera era un inverno come tanti altri per tutti ma non per noi, per noi era un inverno davvero speciale, era il nostro inverno.

All’uscita del negozio dove avevo provato l’acconciatura che più si addiceva al mio viso, lui mi abbracciava per strada cingendomi la vita, mi guardava negli occhi sorridendomi fino giù in fondo al cuore, proprio nel punto dov’è più buio e ci si smarrisce.

Fu così che io ritrovai me stessa ma persi la strada per tornare indietro.

Diventai sua complice.

Inutile dire che, e perché, inizialmente tentai di oppormi a gran fatica con tutte le mie forze.

Camminavamo ubriachi dentro ad un fluido sotto le luci di natale della città; i nostri sensi, tutti e cinque anzi sei o forse addirittura sette senza esagerare, ci stordivano lasciandoci in quello stadio di galleggiamento dove davvero e non a parole il mondo è più leggero.

“Un corpo che riceve una spinta verso l’alto”…. com’era quella legge fisica? “La forza che agisce sul corpo dal basso verso l’alto è diretta in verso opposto rispetto alla forza peso quindi riduce l’effetto di quest’ultima; come conseguenza di ciò, il peso di un corpo immerso nell’acqua, o in generale in un fluido, appare inferiore a quello dello stesso corpo nell’aria”.

Insomma, mancava la forza di gravità sotto i nostri piedi, nella nostra testa non c’era spazio per i fatti gravi che sarebbero poi invece inevitabilmente accaduti… quanto tempo avevamo allora!

Sono convinta di essere stata l’unica a sapere che lui era un agente segreto in missione, e anche se la missione non la conoscevo affatto, io non lo tradii mai.

Una volta fece la sua confessione anche ai bambini, certo comunque che l’avrebbero presa per uno scherzo, cosa che naturalmente avvenne visto che a tavola, con i bicchieri all’orecchio, mimavano invisibili ricetrasmittenti per inviargli importanti comunicazioni di servizio : “contrordine, niente scuola domani e nei prossimi giorni, pericolo di vita, nessuno dovrà uscire dalle proprie case, ripeto agente segreto, pericolo, pericolo, u bot u bot….”.

E così finiva la cena tra risa, posate come bacchette dei direttori d’orchestra e musiche extraterrestri suonate dalle nostre dita che descrivevano un cerchio sull’orlo dei bicchieri.

Nessuno a quell’epoca avrebbe potuto neanche minimamente immaginare il peggio.

Sì, perché fu più tardi e all’improvviso che, nonostante gli anni trascorsi a fare del nostro meglio, lui per le sue missioni importanti che ormai non gli concedevano più tempo né spazio, ed io per cercare di rendere migliore il suo tempo quando stavamo insieme e più ampi i suoi spazi sottraendoli piena di cieca fiducia ai miei (non è forse vero che per un amico si dovrebbe sempre fare di più?), tutto accadde in meno di un batter d’ali senza che nessuno potesse fare nulla per impedirlo.

Mille domande senza mai fine, conclusioni incerte, vacillanti e soprattutto dubbi inutili.

Una missione finita male? Un’importante partita persa che l’aveva lasciato senza speranze? Una scelta sbagliata che l’aveva costretto alla fuga? La costante preoccupazione di essere definitivamente scoperto, messo a nudo, braccato, senza più via di scampo? Un errore che aveva ripetuto e che l’aveva messo con le spalle al muro? O aveva semplicemente preferito lasciare tutto e tutti perché soggiogato da situazioni divenute per lui insopportabili?

Non lo so, è la parte che non conosco. E non voglio più saperlo, ci ho perso tante energie indispensabili alla sopravvivenza nel luogo in cui mi trovo.

Temo che l’età, il tempo che trascorre inesorabile lasciando le sue tracce ovunque, sia stato il suo vero punto debole, il suo tallone d’Achille, anche se questo lui non l’avrebbe mai voluto lasciar trasparire; il suo senso della relatività non era mai esistito? O era semplicemente venuto meno?

Ora lui è lontano, molto probabilmente su un’isola sperduta in attesa di istruzioni per proseguire, anche se io preferisco immaginarlo mentre cammina tra la folla di una caotica grande città con quel suo passo sicuro e la faccia accigliata, in procinto di organizzare al meglio una nuova missione.

Per quanto riguarda me, ho lasciato la città dopo pochi giorni dalla sua partenza- chiamarla scomparsa mi fa sentire tutto il peso della vita che passa-, giusto il tempo di cedere ad altri il posto di lavoro che occupavo instancabile da un tempo che per me a questo punto era divenuto davvero troppo, e insopportabile, fare i dovuti passaggi di proprietà, salutare i miei cari-mi ci volle una forza indicibile per rassicurarli che là dove andavo avrei avuto un aeroporto a portata di mano- ed i pochi amici che sentivo vicini…. Amicizia… davvero riuscivo ancora ad attribuirle un senso?

Non ho figli… quei bambini non erano miei-quando mai i figli, i bambini, sono nostri?-anche se so che rimarrò per sempre nei loro pensieri e loro nel mio cuore.

Me ne sono andata per un semplice motivo : ho perso la fiducia nel prossimo, arrivando alla conclusione che non ci si può proprio fidare/affidare mai, a volte nemmeno di chi ci ha generati.

E siccome sono invece nata, ma soprattutto cresciuta, nutrita di fiducia, gli altri in me ed io negli altri, per me il prossimo significava tutto, me inclusa.

Per sillogismo ero convinta di aver perso tutto; sì perché l’ultima delirante sfumatura che intuivo mi stava letteralmente terrorizzando: sarebbe arrivato il momento in cui non avrei potuto fidarmi nemmeno di me stessa??? Dopotutto anch’io ero il mio prossimo!

Il silenzio prima della follia, per non dimenticare #3 6408

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Gioia mancata

lontano dai respiri della vita

il mio cuore buttato in fondo a un pozzo

l’ultimo battito calpestato da parole che uccidono

sorrisi complici nascosti dietro a uno specchio

le mie lacrime riflesse su un viso che non riconosco più.

Chiusa troppo a lungo dentro la mia testa, esco per ascoltare una voce che deve saziarmi.

Ma niente è come prima.

Nuove mani sul mio corpo traditore e ribelle violeranno ciò che era rimasto sacro

nuovi sguardi sui miei occhi ormai indifesi cercheranno conferme dimenticate

i miei sogni lì sul letto disfatto, come vestiti da piegare con cura e chiudere dentro un armadio

senza ancora sapere se buttare la chiave per non guardarli più in faccia o farla sparire in uno scrigno magico come un tesoro, per custodirne l’esistenza

Ad un uomo …………26808

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grazie per le tue mani che sanno accarezzarmi proprio come ho desiderato sempre da sempre

grazie per i tuoi consigli

grazie per tutti i sorrisi sinceri che mi hai dato

grazie per le tue parole

grazie per il tuo cuore meraviglioso

grazie per i tuoi ti amo veri

per avermi fatto galleggiare

grazie per tutto il tempo che mi hai dedicato

grazie per i tuoi regali

grazie per il risveglio, il mio risveglio

grazie per esserti affondato dentro di me

grazie per l’amicizia che mi hai dimostrato

grazie per il rischio che hai corso

grazie per le tue preziose attenzioni

grazie per avermi fatto sentire quello che sento per te ……

grazie …… non saprei farne a meno

grazie per la tua sincerità, nell’avermi sempre dato te stesso anche nelle bugie

per esserti spogliato dell’ipocrisia con me, per me

grazie per la tua compagnia

grazie per avermi detto non saprei immaginare la mia vita senza di te

grazie per avermelo detto di nuovo

grazie per l’amore che hai per tuo figlio

grazie di avermi dato me stessa

grazie per il tuo aiuto

grazie per avermi riconosciuta

e grazie per aver avuto bisogno di me

grazie per la voglia che hai di vedermi di sentirmi di parlarmi di scherzarmi di sorridermi di baciarmi di toccarmi prendermi amarmi bermi volermi

grazie per essere quello che sei

mari di volte grazie da allora, da qui e all’infinito

 

ancora per te……………1108

love

Ancora per te

perché il sole di questi giorni dà gioia come i tuoi abbracci

la luce nell’aria trasforma i colori del mondo

il calore che sento addosso ha il sapore della passione

dei nostri corpi bagnati dopo l’amore

gli occhi buttati dentro all’anima

quello sguardo

quel sorriso come un sipario calato sulla scena si alza

e mi rivela il tuo sentimento chiaro e messo a nudo

spogliato dal resto

i riflessi di quell’attimo eterno mi riportano ad un’origine mai mutata

 

ed è questo

———-il respiro

——————-che io trasporto

———————————-dentro

——————————————il trascorrere dei miei giorni

Riconoscersi. 30408

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AMO quando mi guardi dentro agli occhi e sorridi in quel modo.
mi fa pensare che è come se tu fossi riuscito per magia ad entrarci fino ad arrivare in un posto che non tutti possono vedere.
guardi qualcosa là dentro, in fondo, e sorridi perchè ciò che hai trovato è meraviglioso.
in quel preciso istante so che mi hai riconosciuta.
                       ci tornerai?