I Bambini Dharma, nuove impronte

. e come facciamo ad avvicinarci a loro in punta di piedi, delicatamente, per far sì che non si sentano più soli?

Desideriamo con tutto il cuore alleviare la sofferenza a quei piccolini che, per molteplici motivi, si trovano a vivere un’esperienza ospedaliera senza i genitori vicini.
Ci prendiamo cura anche di bambini con disagi sociali e siamo un aiuto concreto alle famiglie che hanno figli malati e che, per gravi motivi, non riescono a sopperire alla presenza costante.

I bambini che vivono questa situazione perdono il punto di riferimento della famiglia e, in tale momento molto delicato, noi volontari siamo chiamati al non facile compito di riuscire a entrare nella sfera affettiva di questi piccoli esseri impauriti e soli.


La tendenza all’isolamento e alla chiusura può essere fonte di traumi difficilmente elaborabili; ecco perché è importante per noi trovare il modo di aprire le porte del magico mondo del bambino attraverso azioni cariche di amore e di empatia. Il gioco, elemento ludico fondamentale per la fiducia e l’apertura, riporta equilibrio relazionale e serenità.

Per questi motivi I Bambini Dharma si occupa di fornire ai piccoli e alle loro famiglie un sostegno materiale oltre ai giochi e tutto quanto necessario per il recupero di tali valori, indispensabili per il loro sviluppo.
In casi eccezionali alcune famiglie di Soci dell’Associazione, appositamente formate, accolgono presso le proprie abitazioni bambini soli e con mamme disagiate, con spese a carico dell’Associazione.
Il supporto alla famiglia è fondamentale, perché inteso come terreno fertile per lo sviluppo sereno del bambino, che rimane il cuore pulsante della nostra attività.

Perché “Nuove Impronte”?

Perché nel nostro abbraccio a 360° l’esperienza pesante e traumatica vissuta all’ingresso in ospedale, grazie alla nostra vicinanza, viene sovrascritta da fattori più positivi, di diversa natura, dove l’amore mostra un nuovo volto e un nuovo modo di esprimersi.

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I Bambini Dharma, il guscio

e in ospedale? Come trasformare una camera in un angolo di mondo caldo e accogliente perché questi Bambini speciali possano vivere serenamente?

Questo progetto nasce dalla consapevolezza che tutti i bambini ricoverati necessitano di attenzione e attrezzature particolari personalizzate in base alla condizione fisica e psichica e al carattere. L’unità di corpo e mente nel divenire esprime un carattere unico e inimitabile, perciò ogni bambino richiede un approccio peculiare.

L’Associazione procura tutti i materiali di cui questi bimbi hanno bisogno, da semplici giocattoli a presidi sanitari o arredi per creare uno spazio caldo e accogliente, appunto un guscio protettivo, avvolgente e colorato per riempire il vuoto intorno a loro, indifesi e pronti a ricevere una carezza, un sorriso, un’attenzione. In questo spazio protetto e isolato, il piccolo può aprirsi come un fiore ai raggi del sole, accogliendo con gioia e candore una carezza, un sorriso, un gesto d’amore e di cura.
I bimbi esposti in particolare hanno esigenze peculiari: se altri degenti possono contare sui genitori e su associazioni che si occupano della loro specifica patologia, gli esposti no.

Vengono lasciati dalla mamma senza nulla. In attesa di una collocazione, questi bambini vivono all’interno degli spazi ospedalieri senza un luogo a loro dedicato.
Per le normative sulla privacy questi piccoli non possono avere rapporti con il mondo esterno: il loro sole sono i neon del reparto, il loro cielo il soffitto della stanza.

Nel guscio invece è circondato da giocattoli, cuscini, copertine ricamate, sdraiette e seggioloni, contenitori per il latte, aerosol, lampade multicolor, passeggini, vasini, lettini, libri, pennarelli e molto altro.

Meravigliosi disegni esclusivi in forma di murales raccontano attraverso delicate metafore la storia dei “bimbi invisibili”, esposti, maltrattati e disagiati.

L’Associazione acquista tutto il necessario con i fondi donati dai benefattori oppure riceve i materiali direttamente da chi decide di acquistarli autonomamente per poi donarceli.

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I Bambini Dharma, la valigia

.. non li lasciamo andare via così, col camicino, la copertina e il Diario.

Giovanna (la Presidente, vulcano in continua eruzione, come la chiamo io) o chi per lei, prepara una valigia, non una qualunque, e che non contiene cose qualsiasi, ma una valigia degna di una principessa o di un re.

Piena del nostro amore e ……

“ogni bambino arriva con il suo fagottino”, cosi abbiamo pensato alla valigia come contenitore di esperienze e di vissuti acquisiti sin dal primo momento che questa piccola Anima decide d’incarnarsi in un grembo.
La valigia è per noi un modo simbolico di rappresentare l’inizio del “viaggio” che veste di esperienza d’Amore questo Dono dal cielo, lo spettacolo della vita.
Noi il “fagottino” l’abbiamo preparato e racchiuderà principalmente la storia dei primi giorni del neonato in ospedale, in attesa di avere una famiglia tutta per sé.
Questa è la sua valigia e conterrà i suoi vestiti, i suoi giocattoli, il Diario e tutto ciò che gli sarà regalato perché è un bambino atteso e amato fin dal primo giorno che è venuto al mondo.
E’ una valigia che lo accompagnerà nel suo lungo viaggio e parlerà di lui.
E’ la storia dei suoi primi giorni.
Quando i tempi saranno maturi e il bambino comincerà a chiedere qualcosa di sé, i genitori sapranno cosa dire, sapranno cosa mostrare e lui sarà fiero della sua storia.
Saprà che alla sua nascita c’era chi si è occupato di lui, chi l’ha riempito di coccole, chi ha consolato il suo pianto.
I Bamini Dharma raccoglie con amore piccoli frammenti di esperienza cercando di esprimere al meglio l’essenza di questo viaggio iniziale.

Un tessuto teneramente intrecciato a più mani che dà vita a questa valigia e storia a questo Essere.

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I Bambini Dharma, Il Diario

Immagina per un attimo di trovarti nel posto che vuoi, con chi vuoi, all’età che vuoi e stai cercando una maglietta, una penna, un giornale, un foulard, le calze…. potrei andare avanti con l’elenco ma non serve.

E trovi un diario. Lo prendi, lo apri, i tuoi occhi si sgranano.

Pagine riempite di parole, disegni, colori, nomi a volte strani.

D’un tratto la tua vita fa una corsa all’indietro.

Stanno parlando di te, stanno parlando con te…ma quando? Quando è avvenuto tutto questo?

Chi sono queste persone di cui ho sempre tanto sentito parlare?

Leggi… un vortice di emozioni ti trascina dentro e le luci del tuo cuore si accendono, quelle nella tua testa si illuminano.

Ti rivesti d’amore e sai che la tua vita ha un senso e vale la pena di essere vissuta con forza, coraggio, amore, consapevolezza.

I Bambini Dharma raccoglie con amore questi piccoli frammenti di esperienza cercando di esprimere al meglio l’essenza di questo viaggio iniziale.

Per ogni piccolo ecco un fiocco bellissimo ricamato con il nome, la data della sua nascita, un corredino fatto tutto a mano.

Desideriamo restituire a queste piccole creature una storia: il momento della nascita rappresenta per ogni essere umano l’inizio di un cammino e noi non vogliamo che il primo capitolo della loro vita rimanga bianco; non vogliamo che la loro storia rimanga vuota come la pagine di un libro mai scritto; fermiamo i momenti quotidiani in un Diario dei primi giorni di vita.

Ad ogni turno di “coccolaggio” in ospedale noi zie e zii scriviamo sul Diario ciò che facciamo col bimbo durante la giornata: i suoi progressi, cosa gli piace e cosa no, raccontiamo le sue e le nostre emozioni, con le parole, con i disegni, con i colori.

Lasciare nella vita di un bambino un vuoto d’amore significa farlo “morire” da grande, privarlo di una capacità empatica da adulto. Si tratta di un vuoto, un malessere interno che fa paura e proviene proprio dal non sapere cosa gli sia successo durante i primi mesi di vita.
Mettendo nero su bianco la sua storia su questo Diario, diamo l’opportunità a questo bimbo e alla famiglia che lo accoglierà, di sapere che è nato da una mamma e che è stato tanto amato e accudito fin dall’inizio.

Per il bambino questo Diario sarà un tassello, il primo pezzo che gli servirà per costruire il puzzle della sua vita.

“Il sogno diventa realtà” I Bambini Dharma – Progetto “La Bussola Magica”.

Tutto si è interrotto a causa del Covid e non ci è ora permesso accudire e coccolare i nostri amati piccoli negli ospedali.

Mi mancano tantissimo.

Lo scambio che si crea quando sto con loro è qualcosa che posso solo definire magico.

Loro sono lì tra le mie braccia, piccolissimi, così indifesi, con quei vagiti, pianti, sorrisi che riempiono il cuore e tu sei lì che ti prendi cura di loro che sono tesori dal cielo e senti una luce che avvolge.

Come se fili invisibili vengono tessuti e fluttuano nello spazio che divide e unisce i nostri corpi e le nostre anime.

Nel frattempo un altro importante progetto si è concretizzato.

Era un sogno da tanti anni e ora, finalmente, grazie alla donazione di due benefattori, è diventato realtà.

Una casa per accogliere i piccoli in attesa di cure, ma anche un luogo sicuro dove poter riempire di affetto e coccole chi, per vari motivi, alla nascita non ha potuto riceverli dai propri genitori.

La struttura che nei piani dell’ associazione bresciana i Bambini Dharma ospiterà una decina di bambini ospedalizzati durante il periodo di attesa di una famiglia affidataria o adottiva o di poter far ritorno a casa propria, si chiamerà proprio Bussola Magica.

È l’ultimo ambizioso progetto di noi volontari che dal 2011 ci prendiamo cura dei piccoli ricoverati nell’ospedale dei bambini presso gli Spedali Civili di Brescia e Fondazione Poliambulanza, bambini da zero fino a 10 anni che non sono stati riconosciuti alla nascita dalle madri o rifiutati dai genitori perché affetti da gravi patologie, oppure maltrattati e quindi allontanati dalle loro famiglie, che nel periodo del ricovero ospedaliero si troverebbero a trascorrere settimane in reparto da soli.

“Noi siamo nati per subentrare a questo vuoto” racconta la Presidente dei Bambini Dharma Giovanna Castelli. “Abbiamo iniziato col reparto di neonatologia dell’ospedale civile, dove abbiamo scoperto quanto fossero cruciali il primo accudimento e le prime coccole per mitigare questo trauma”.

Ecco perché l’associazione ha deciso di spingersi ancora più in là, puntando a ricreare un luogo da poter chiamare casa fuori dalle corsie dell’ospedale. Lo ha trovato a Rovato in una villa stile liberty offerta da due benefattori. Il progetto è in fase di definizione, ma il disegno generale è stato approvato. Sono circa 4.000 metri quadrati da ristrutturare, con spazi verdi all’esterno per orto e animali. Il budget complessivo stimato è un milione di euro.

Per raccogliere la somma, nelle prossime settimane l’associazione lancerà una piattaforma per fundraising aperta a tutti e a tutti i possibili importi. Un appello che, secondo il vice sindaco Laura Castelletti, non rimarrà inascoltato.

“Brescia è la terra del volontariato – ha detto – e in questi mesi ha saputo rispondere a tutti. Questa è sicuramente un’ iniziativa che merita il sostegno della comunità”.

Ogni anno al civile sono circa 10 i neonati non riconosciuti. I motivi sono vari e vanno dall’ impossibilità economica a ragioni più personali. La nostra legge tutela le donne che fanno questa scelta, ma è certo che il primo accudimento determina tutto lo sviluppo psicologico del bambino.

In questo l’opera de I Bambini Dharma è sempre stata fondamentale. Per favorire il reinserimento dei bimbi, anche dopo il periodo in ospedale, l’equipe dell’associazione della Bussola Magica (può contare su 5-6 persone per dieci piccoli ospiti più altri due per il pronto intervento che saranno seguiti 24 ore da 5-6 volontari e professionisti) lavorerà su progetti educativi individuali con l’obiettivo di dare un orientamento finalmente positivo anche al resto della crescita dei bambini assistiti.

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La luce dei bambini (dedicata al progetto “mamme a un bivio”, I Bambini Dharma)

donna incinta

Equilibri rotti

muri abbattuti

sorrisi spezzati

i corsi degli eventi di colpo mutati.

Di fronte allo specchio una madre impaurita,

sola, deserta, senza più una parola.

Sa di pianto quel suo attimo di vita,

di pensieri fragili

di sogni infranti

di colori sbiaditi

di respiri mancanti.

Dolore dopo dolore.

E così, smisurato, dentro a una pietra arriva l’atto d’amore.

Un vagito che sentiamo armonia pura,

lieve suono magico per chi se ne prenderà cura.

La luce dei bambini attraversa i confini.

Un bambino che nasce è una meraviglia del cielo

Il suo respiro ti strappa un grazie leggero come un velo

La sua anima ora puoi sentirla vicino

è com’era la tua … ed è già in cammino

 

Dal profondo

messaggi in bottiglia

Dal profondo di quegli occhi mi disseto

come quando l’amore trova strada lungo i sorrisi

 

Ricordi

brevi frammenti

immagini veloci infrante dietro al cristallino

ricomposte davanti agli occhi

rielaborate nel cervello

tradotte dal cuore

 

Sono flash, sono scatti, sono istantanee incollate alla memoria

come le foto alle pagine di album mai sgualcite sempre guardate

 

Sono parole, sono frasi, sono voci non dimenticate,

messaggi in bottiglia affidati alle onde

I Bambini Dharma : Progetto “MAMME A UN BIVIO”

Il progetto Mamme a un bivio vuole essere un supporto a quelle donne che decidono di non tenere il bimbo che hanno concepito. Una scelta sicuramente molto sofferta e che non vogliamo giudicare, se non ricordando che la creatura nel loro grembo può avere la possibilità di continuare a vivere.

L’Associazione si riferisce alla possibilità data dal DPR 396/2000 art. 30 comma 2 che consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ ospedale dove è nato, affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica.

La madre potrà partorire nel più totale anonimato; in questo caso il suo nome rimane segreto e sul certificato di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”.

Le future madri che si trovano in difficoltà rispetto alla gravidanza in corso possono rivolgersi a un consultorio familiare dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di competenza territoriale. Lì si trovano figure professionali (assistenti sociali, psicologhe, ostetriche e ginecologi) che possono supportarle in questo momento particolare, qualunque sia la loro scelta rispetto alla prosecuzione della gravidanza o meno.

Il numero verde 800 642358 è attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno; contattandolo, senza dover fornire alcuna generalità, è possibile avere informazioni.

E’ attivo anche un servizio mail al quale queste donne possono rivolgersi per chiedere aiuto e consigli mammeaunbivio@ibambinidharma.it

 

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La strada di tutti

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Ci sono bambini la cui strada è segnata fin da quando nascono.

Molti di noi credono che la strada di tutti sia già stata disegnata prima, ma i bambini di cui parlo io arrivano da mondi sbagliati, da gente con strade a loro volta già segnate, alcune da generazioni.

E’ qui che mi chiedo se anche loro hanno una scelta così come l’abbiamo avuta noi. Perché a me non sembra, visto il tramandarsi della storia; piuttosto sono convinta che crescano con una tacca dentro, un marchio di fabbrica che li contraddistingue.

Un destino.

Loro non lo sanno.

Mi corrono incontro letteralmente felici e beati quando arrivo, mi saltano in braccio e ridono, qualcuno di loro mi bacia, mi prende per mano e mentre io mi sciolgo d’amore, mi tira nel suo spazio.

Lo spazio di un libro con le figure a loro sconosciute che mi chiedono di raccontare, lo spazio di fogli bianchi e mille colori per riempirli (ma alcuni di loro usano costantemente il nero quasi non si accorgessero degli altri a loro disposizione!), lo spazio di una stanza stretta con tanti giochi che non sono i loro, lo spazio di un cortile triste con l’altalena che spingerei all’infinito pur di sentirli gioire, lo spazio di una scarpina slacciata da ore senza che qualcuno se ne sia ancora accorto.

L’ennesima storia arriva in comunità una sera d’ottobre.

La sua manina dentro ad un’altra più grande che non lascia mai.

Si guarda intorno con incertezza e timore, mentre io rimango stregata da quei suoi grandi occhi scuri che hanno il colore di una notte senza luna.

Anche se ha soltanto due anni, sa già che qualcosa non è al suo solito posto.

La mano più grande è di una giovane donna con l’aria stravolta e gli occhi pesti… dal pianto e da segni inconfondibili che li violentano.

Lividi neri, mezzi viola con sfumature giallastre che vanno a finire sulla parte del viso deturpata.

Non è stato un incidente.

Non si tratta mai di incidenti quando arrivano qui.

Quando arrivano qui è l’ultimo stadio di un percorso sbagliato, a volte il risveglio da un incubo, altre ancora l’incubo che continua.

Qui hanno la possibilità di riscattarsi, almeno stavolta; ma sono controllate a vista, studiate, osservate, analizzate.

Su ognuna di loro pagine di resoconti riempiti dei minimi dettagli.

Loro lo sanno.

Un passo falso e saranno separate dai loro figli.

Se saranno giudicate mamme inadatte, incapaci, inadeguate, se non ci sarà qualcuno a difenderle e a proteggerle, i loro figli saranno affidati ad altre famiglie.

Per fortuna dico io, anche se è un dramma dentro al dramma !

Ma non è questo il caso che ho in mente.

La manina piccola sta ancora stringendo quella forte e sicura della sua mamma.

Mi avvicino pianissimo, tra le mie braccia un orsetto morbido che mi fa da tramite.

Mi accuccio davanti a quella figurina incosciente che mi guarda impaurita.

Come ti chiami? Chiedo.

Il suo nome è tutto una storia e qui da noi, in certi ambienti, potrebbe addirittura essere penalizzante.

Si chiama Giuda, come l’uomo che ha tradito Gesù, ma la mia Giuda è femmina, è un’araba come i cavalli purosangue, bellissima e incantatrice e in questa storia è un uomo che ha tradito lei, il suo papà.

ancora per te……………1108 Grazie a Dora & a Lorenzo

 

love

Ancora per te

perché il sole di questi giorni dà gioia come i tuoi abbracci

la luce nell’aria trasforma i colori del mondo

il calore che sento addosso ha il sapore della passione

dei nostri corpi bagnati dopo l’amore

gli occhi buttati dentro all’anima

quello sguardo

quel sorriso come un sipario calato sulla scena si alza

e mi rivela il tuo sentimento chiaro e messo a nudo

spogliato dal resto

i riflessi di quell’attimo eterno mi riportano ad un’origine mai mutata

 

ed è questo

il respiro

che io trasporto

dentro

il trascorrere dei miei giorni

 

Grazie a Dora Millaci ❤

https://newsdoramillaci.wordpress.com/

per averla resa così (al minuto 7:14)

Grazie anche a Lorenzo Pieri che l’ha declamata con la passione che sento e che ho sentito quando l’ho scritta…. e che sempre sentirò

Grazie di cuore !