I Bambini Dharma : Progetto LA CASA DI ACCOGLIENZA “BUSSOLA MAGICA”

bussola magica

Il nostro sogno più ambizioso è realizzare una casa famiglia in cui ospitare i bimbi esposti ed eventualmente i bambini maltrattati durante il periodo di attesa.

Un luogo dove colmare le carenze affettive e materiali che subiscono ingiustamente, una bussola capace di dare orientamento a queste piccole anime in cerca di un posto nel mondo. 

Il progetto è ad oggi embrionale, ma l’associazione sta lavorando per mettere le basi affinché le condizioni siano favorevoli a raggiungere tale scopo.

Se questo progetto si realizzasse, infatti, i bambini non saranno più costretti a sostare per mesi in un reparto ospedaliero, ritagliandosi a stento uno spazio tra un’attività di routine e l’altra.

Non dovranno più sentirsi d’impaccio, ma trovare conforto in un ambiente caldo e confortevole, con persone preparate e dedite alla loro cura.

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I Bambini Dharma : Progetto “il Guscio”

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Il progetto “Il Guscio” è un’attività che l’Associazione porta avanti in maniera costante sin dalla sua fondazione.

Nasce dalla consapevolezza che tutti i bambini ricoverati in ospedale necessitano di attenzioni e attrezzature particolari, personalizzate in base alla condizione fisica e psichica, all’età e anche al carattere. Procurando il materiale che questi bimbi necessitano – da un semplice giocattolo fino a presidi sanitari o arredi per allestire un angolo di ospedale caldo e accogliente – contribuiamo a riempire il vuoto che ruota intorno a loro, umili e pronti ad accogliere una carezza, un sorriso, un gesto d’amore e di cura.

Nel tempo abbiamo donato all’ASST degli Spedali Civili di Brescia, P.O. Ospedale dei Bambini, giocattoli adatti allo sviluppo cognitivo e motorio, strumenti sanitari, passeggini omologati, arredi, armadi, lettini, una lavatrice, un televisore e molto altro.

I bimbi esposti in particolare hanno esigenze peculiari: se altri degenti possono contare sui genitori e su associazioni che si occupano della loro specifica patologia, gli esposti no.

Vengono lasciati dalla mamma senza nulla.

In attesa di una collocazione, questi bambini vivono all’interno degli spazi ospedalieri senza un luogo a loro dedicato.

Vengono ricoverati tra un paziente e l’altro nei vari reparti pediatrici che, per quanto ben gestiti, non sono adatti alla normale crescita di un bimbo.

Per le normative della privacy questi piccoli non possono avere rapporti con il mondo esterno: il loro sole è il neon del reparto, il loro cielo il soffitto della stanza.

“Il Guscio” nasce proprio dal desiderio di creare uno spazio accogliente nel quale i bambini ricoverati possano crescere il più serenamente possibile. Per farlo l’Associazione acquista tutto il necessario con i fondi donati dai benefattori, oppure riceve i materiali direttamente da chi decide acquistarli autonomamente per poi donarceli.

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I Bambini Dharma : Progetto “la Valigia”

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” La tradizione ci insegna che “ogni bambino arriva con il suo fagottino”, cosi abbiamo pensato alla valigia come contenitore di esperienze e di vissuti primari, acquisiti sin dal primo momento che questa piccola Anima decide d’incarnarsi in un grembo.
La valigia, nel nostro sentire, è un modo simbolico di rappresentare l’inizio del “viaggio”  che veste di esperienza d’Amore questo Dono dal cielo, lo spettacolo della vita.
Noi il “fagottino” l’abbiamo preparato e racchiuderà principalmente la storia dei primi giorni del neonato in ospedale, in attesa di avere una famiglia tutta per sé.
Questa è la sua valigia e conterrà i suoi vestiti, i suoi giocattoli e tutto ciò che verrà a lui regalato perché è un bambino atteso e amato fin dal primo giorno che è venuto al mondo.
E’ una valigia che lo accompagnerà nel suo lungo viaggio e parlerà di lui.
E’ la storia dei suoi primi giorni.
Quando i tempi saranno maturi e il bambino comincerà a chiedere qualcosa di sé, i genitori sapranno cosa dire, sapranno cosa mostrare e lui sarà fiero della sua storia.
Saprà che alla sua nascita c’era chi si è occupato di lui, chi l’ha riempito di coccole, chi ha consolato il suo pianto.
Ai bambini che vengono lasciati in ospedale dopo il parto questa prima parte di storia personale viene preclusa.
E’ vero che avranno vestiti dignitosi e le cure del personale, che riceveranno coccole e verrà consolato il loro pianto, magari riceveranno un carillon in regalo, ma nulla potrà essere documentato.

Chi glielo racconterà ?

L’Associazione di Volontariato “Dharma” amorevolmente raccoglie questi piccoli frammenti di esperienza cercando di esprimere al meglio l’essenza di questo viaggio iniziale.

Un tessuto teneramente intrecciato a più mani che dà vita a questa valigia e storia a questo Essere.”

 

http://www.ibambinidharma.it/

Il Presidente,

Giovanna Castelli

La strada di tutti. 26808

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Ci sono bambini la cui strada è segnata fin da quando nascono.

Molti di noi credono che la strada di tutti sia già stata disegnata prima, ma i bambini di cui parlo io arrivano da mondi sbagliati, da gente con strade a loro volta già segnate, alcune da generazioni.

E’ qui che mi chiedo se anche loro hanno una scelta così come l’abbiamo avuta noi perché a me non sembra, visto il tramandarsi della storia; piuttosto sono convinta che crescano con una tacca dentro, un marchio di fabbrica che li contraddistingue.

Un destino.

Loro non lo sanno.

Mi corrono incontro letteralmente felici e beati quando arrivo, mi saltano in braccio e ridono, qualcuno di loro mi bacia, mi prende per mano e mentre io mi sciolgo d’amore, mi tira nel suo spazio.

Lo spazio di un libro con le figure a loro sconosciute che mi chiedono di raccontare, lo spazio di fogli bianchi e mille colori per riempirli (ma alcuni di loro usano costantemente il nero quasi non si accorgessero degli altri a loro disposizione!), lo spazio di una stanza stretta con tanti giochi che non sono i loro, lo spazio di un cortile triste con l’altalena che spingerei all’infinito pur di sentirli gioire, lo spazio di una scarpina slacciata da ore senza che qualcuno se ne sia ancora accorto.

L’ennesima storia arriva in comunità una sera d’ottobre.

La sua manina dentro ad un’altra più grande che non lascia mai.

Si guarda intorno con incertezza e timore, mentre io rimango stregata da quei suoi grandi occhi scuri che hanno il colore di una notte senza luna.

Anche se ha soltanto due anni, sa già che qualcosa non è al suo solito posto.

La mano più grande è di una giovane donna con l’aria stravolta e gli occhi pesti… dal pianto e da segni inconfondibili che li violentano.

Lividi neri, mezzi viola con sfumature giallastre che vanno a finire sulla parte del viso deturpata.

Non è stato un incidente.

Non si tratta mai di incidenti quando arrivano qui.

Quando arrivano qui è l’ultimo stadio di un percorso sbagliato, a volte il risveglio da un incubo, altre ancora l’incubo che continua.

Qui hanno la possibilità di riscattarsi, almeno stavolta; ma sono controllate a vista, studiate, osservate, analizzate.

Su ognuna di loro pagine di resoconti riempiti dei minimi dettagli.

Loro lo sanno.

Un passo falso e saranno separate dai loro figli.

Se saranno giudicate mamme inadatte, incapaci, inadeguate, se non ci sarà qualcuno a difenderle e a proteggerle, i loro figli saranno affidati ad altre famiglie.

Per fortuna dico io, anche se è un dramma dentro al dramma !

Ma non è questo il caso che ho in mente.

La manina piccola sta ancora stringendo quella forte e sicura della sua mamma.

Mi avvicino pianissimo, tra le mie braccia un orsetto morbido che mi fa da tramite.

Mi accuccio davanti a quella figurina incosciente che mi guarda impaurita.

Come ti chiami? Chiedo.

Il suo nome è tutto una storia e qui da noi, in certi ambienti, potrebbe addirittura essere penalizzante.

Si chiama Giuda, come l’uomo che ha tradito Gesù, ma la mia Giuda è femmina, è un’araba come i cavalli purosangue, bellissima e incantatrice e in questa storia è un uomo che ha tradito lei, il suo papà.

Prima – vera 10508

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Tu ritorni in primavera come i fiori che sbocciano 

io rinasco con i miei sorrisi e te dentro la testa

sei sopra di me

a un soffio

silenzio denso di respiri

mi guardi

mi sciolgo nei tuoi abbracci

godo dei tuoi sì

mi sento tutta

ogni millimetro di me in scansione

prendi il mio cuore la mia anima prendi il mio corpo

tieni la mia libertà

prendimi

leccami via le ferite che il tempo senza di te mi ha lasciato addosso

Vibrazioni 19118

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Assaporo lentamente il gusto morbido di questo momento

 

Il cielo sopra di me sembra ondeggiare

 

mentre il vento fa vibrare le stelle

 

Intorno a me si crea un campo magnetico

 

L’energia che sprigiono azzera le distanze

 

Qui il tempo diventa più mio,

 

un abito che mi è stato cucito addosso e veste alla perfezione

 

Preliminari tutti per me nella mia testa e nel mio corpo

 

Spazi solo miei dove mi basto

 

L’attesa dell’incontro …

ad un bimbo

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Caro bimbo,
ho tanto desiderato il tuo arrivo.
Eri un sogno ed ora sei !
un miracolo che respira tra le mie braccia
una grande luce con il tuo piccolo cuoricino che batte
un sorriso gentile che ha reso luminoso il mondo e me
nuova linfa per la famiglia che avrà cura di te guardandoti con amore
un momento di bellezza che mi fa apprezzare ogni angolo della vita
aprirai i tuoi occhi per incontrare i nostri e sentirai gioia
muoverai i tuoi piccoli passi e sarai pronto per un lungo cammino
assaggerai i sapori della terra e ne godrai
udirai le onde del mare e i suoni delle città e ti sentirai libero
respirerai l’aria della vita e ti emozionerai
annuserai il profumo della terra e pregherai
toccherai i visi di chi ti è amico, le mani di chi ti incontrerà e dirai grazie
Non tralasciare sorrisi e carezze
Non perderti le risate e le lacrime di gioia
Canta canzoni e danza spensierato
Regala fiori a un amico che soffre
Cresci nell’amore e sentirai che tutto è possibile
Non avere paura
Non arrenderti senza lottare
Ascolta chi ti sta intorno e cerca di comprendere
I tuoi pensieri sono la vera ricchezza che ti aiuterà a fare scelte coraggiose
La vita è unica ed è piena di piccole cose meravigliose come te
Avrai tanti sogni che coltiverai, saranno la tua fortuna
E non dimenticare : non smettere mai di sognare