I Bambini Dharma : Progetto “la Valigia”

valigia

” La tradizione ci insegna che “ogni bambino arriva con il suo fagottino”, cosi abbiamo pensato alla valigia come contenitore di esperienze e di vissuti primari, acquisiti sin dal primo momento che questa piccola Anima decide d’incarnarsi in un grembo.
La valigia, nel nostro sentire, è un modo simbolico di rappresentare l’inizio del “viaggio”  che veste di esperienza d’Amore questo Dono dal cielo, lo spettacolo della vita.
Noi il “fagottino” l’abbiamo preparato e racchiuderà principalmente la storia dei primi giorni del neonato in ospedale, in attesa di avere una famiglia tutta per sé.
Questa è la sua valigia e conterrà i suoi vestiti, i suoi giocattoli e tutto ciò che verrà a lui regalato perché è un bambino atteso e amato fin dal primo giorno che è venuto al mondo.
E’ una valigia che lo accompagnerà nel suo lungo viaggio e parlerà di lui.
E’ la storia dei suoi primi giorni.
Quando i tempi saranno maturi e il bambino comincerà a chiedere qualcosa di sé, i genitori sapranno cosa dire, sapranno cosa mostrare e lui sarà fiero della sua storia.
Saprà che alla sua nascita c’era chi si è occupato di lui, chi l’ha riempito di coccole, chi ha consolato il suo pianto.
Ai bambini che vengono lasciati in ospedale dopo il parto questa prima parte di storia personale viene preclusa.
E’ vero che avranno vestiti dignitosi e le cure del personale, che riceveranno coccole e verrà consolato il loro pianto, magari riceveranno un carillon in regalo, ma nulla potrà essere documentato.

Chi glielo racconterà ?

L’Associazione di Volontariato “Dharma” amorevolmente raccoglie questi piccoli frammenti di esperienza cercando di esprimere al meglio l’essenza di questo viaggio iniziale.

Un tessuto teneramente intrecciato a più mani che dà vita a questa valigia e storia a questo Essere.”

 

http://www.ibambinidharma.it/

Il Presidente,

Giovanna Castelli

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La strada di tutti. 26808

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Ci sono bambini la cui strada è segnata fin da quando nascono.

Molti di noi credono che la strada di tutti sia già stata disegnata prima, ma i bambini di cui parlo io arrivano da mondi sbagliati, da gente con strade a loro volta già segnate, alcune da generazioni.

E’ qui che mi chiedo se anche loro hanno una scelta così come l’abbiamo avuta noi perché a me non sembra, visto il tramandarsi della storia; piuttosto sono convinta che crescano con una tacca dentro, un marchio di fabbrica che li contraddistingue.

Un destino.

Loro non lo sanno.

Mi corrono incontro letteralmente felici e beati quando arrivo, mi saltano in braccio e ridono, qualcuno di loro mi bacia, mi prende per mano e mentre io mi sciolgo d’amore, mi tira nel suo spazio.

Lo spazio di un libro con le figure a loro sconosciute che mi chiedono di raccontare, lo spazio di fogli bianchi e mille colori per riempirli (ma alcuni di loro usano costantemente il nero quasi non si accorgessero degli altri a loro disposizione!), lo spazio di una stanza stretta con tanti giochi che non sono i loro, lo spazio di un cortile triste con l’altalena che spingerei all’infinito pur di sentirli gioire, lo spazio di una scarpina slacciata da ore senza che qualcuno se ne sia ancora accorto.

L’ennesima storia arriva in comunità una sera d’ottobre.

La sua manina dentro ad un’altra più grande che non lascia mai.

Si guarda intorno con incertezza e timore, mentre io rimango stregata da quei suoi grandi occhi scuri che hanno il colore di una notte senza luna.

Anche se ha soltanto due anni, sa già che qualcosa non è al suo solito posto.

La mano più grande è di una giovane donna con l’aria stravolta e gli occhi pesti… dal pianto e da segni inconfondibili che li violentano.

Lividi neri, mezzi viola con sfumature giallastre che vanno a finire sulla parte del viso deturpata.

Non è stato un incidente.

Non si tratta mai di incidenti quando arrivano qui.

Quando arrivano qui è l’ultimo stadio di un percorso sbagliato, a volte il risveglio da un incubo, altre ancora l’incubo che continua.

Qui hanno la possibilità di riscattarsi, almeno stavolta; ma sono controllate a vista, studiate, osservate, analizzate.

Su ognuna di loro pagine di resoconti riempiti dei minimi dettagli.

Loro lo sanno.

Un passo falso e saranno separate dai loro figli.

Se saranno giudicate mamme inadatte, incapaci, inadeguate, se non ci sarà qualcuno a difenderle e a proteggerle, i loro figli saranno affidati ad altre famiglie.

Per fortuna dico io, anche se è un dramma dentro al dramma !

Ma non è questo il caso che ho in mente.

La manina piccola sta ancora stringendo quella forte e sicura della sua mamma.

Mi avvicino pianissimo, tra le mie braccia un orsetto morbido che mi fa da tramite.

Mi accuccio davanti a quella figurina incosciente che mi guarda impaurita.

Come ti chiami? Chiedo.

Il suo nome è tutto una storia e qui da noi, in certi ambienti, potrebbe addirittura essere penalizzante.

Si chiama Giuda, come l’uomo che ha tradito Gesù, ma la mia Giuda è femmina, è un’araba come i cavalli purosangue, bellissima e incantatrice e in questa storia è un uomo che ha tradito lei, il suo papà.

Prima – vera 10508

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Tu ritorni in primavera come i fiori che sbocciano 

io rinasco con i miei sorrisi e te dentro la testa

sei sopra di me

a un soffio

silenzio denso di respiri

mi guardi

mi sciolgo nei tuoi abbracci

godo dei tuoi sì

mi sento tutta

ogni millimetro di me in scansione

prendi il mio cuore la mia anima prendi il mio corpo

tieni la mia libertà

prendimi

leccami via le ferite che il tempo senza di te mi ha lasciato addosso

Vibrazioni 19118

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Assaporo lentamente il gusto morbido di questo momento

 

Il cielo sopra di me sembra ondeggiare

 

mentre il vento fa vibrare le stelle

 

Intorno a me si crea un campo magnetico

 

L’energia che sprigiono azzera le distanze

 

Qui il tempo diventa più mio,

 

un abito che mi è stato cucito addosso e veste alla perfezione

 

Preliminari tutti per me nella mia testa e nel mio corpo

 

Spazi solo miei dove mi basto

 

L’attesa dell’incontro …

ad un bimbo

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Caro bimbo,
ho tanto desiderato il tuo arrivo.
Eri un sogno ed ora sei !
un miracolo che respira tra le mie braccia
una grande luce con il tuo piccolo cuoricino che batte
un sorriso gentile che ha reso luminoso il mondo e me
nuova linfa per la famiglia che avrà cura di te guardandoti con amore
un momento di bellezza che mi fa apprezzare ogni angolo della vita
aprirai i tuoi occhi per incontrare i nostri e sentirai gioia
muoverai i tuoi piccoli passi e sarai pronto per un lungo cammino
assaggerai i sapori della terra e ne godrai
udirai le onde del mare e i suoni delle città e ti sentirai libero
respirerai l’aria della vita e ti emozionerai
annuserai il profumo della terra e pregherai
toccherai i visi di chi ti è amico, le mani di chi ti incontrerà e dirai grazie
Non tralasciare sorrisi e carezze
Non perderti le risate e le lacrime di gioia
Canta canzoni e danza spensierato
Regala fiori a un amico che soffre
Cresci nell’amore e sentirai che tutto è possibile
Non avere paura
Non arrenderti senza lottare
Ascolta chi ti sta intorno e cerca di comprendere
I tuoi pensieri sono la vera ricchezza che ti aiuterà a fare scelte coraggiose
La vita è unica ed è piena di piccole cose meravigliose come te
Avrai tanti sogni che coltiverai, saranno la tua fortuna
E non dimenticare : non smettere mai di sognare

CHI – AMA 14808

femme

Aspetto  la tua voce

il suono delle tue parole

aspetto di sentirti così gli impulsi arrivano dritti al cervello da cui partono i segnali che prendono strade diverse dentro me.

Sono lucida obiettiva razionale.

Aspetto di sentirti

di ascoltarti

Chiama

Mettimi il linea diretta con le onde del mare così per un istante potrò sciogliere le catene della quotidianità,

mandami le voci dei bambini, le loro grida mentre corrono e giocano,

le loro risate così la spensieratezza e le emozioni prenderanno il sopravvento.

Descrivimi di che blu è il cielo lì che qui è così grigio, cupo, le nuvole tanto cariche di pioggia così a lungo da non poter immaginare che questo tempo cambierà.

Dimmi del cibo diverso,

dei sapori nuovi,

dei colori predominanti,

dell’odore dell’aria di un altro paese,

delle facce sconosciute che ti passano accanto senza sapere chi sei,

del caldo che ti circonda,

delle voci incomprensibili che cogli intorno a te mentre ad occhi chiusi ti godi la tregua che ti porta lontano dal resto del mondo,

quel lungo e beato attimo di incoscienza che ti culla e ti ispira,

quel profumo che nel vento riesci a percepire e ti riporta ad un momento migliore.

L’infinito oltre l’orizzonte 10508

redladyonbeach

Vestita dei miei sensi posso vedere l’orizzonte,

quella linea sottile che segna la fine del mondo.

Percepisco il fragore dell’immenso e il suo silenzio assordante.

Il mio cuore trabocca e i miei occhi vedono la certezza assoluta dell’anima

un cielo in cui ci si può specchiare

i sapori sono forti e l’aria è impregnata del profumo della pelle di un bimbo

le mie mani ti sfiorano e mi senti nella tua libertà

mi ami