La luce dei bambini (dedicata al progetto “mamme a un bivio”, I Bambini Dharma)

donna incinta

Equilibri rotti

muri abbattuti

sorrisi spezzati

i corsi degli eventi di colpo mutati.

Di fronte allo specchio una madre impaurita,

sola, deserta, senza più una parola.

Sa di pianto quel suo attimo di vita,

di pensieri fragili

di sogni infranti

di colori sbiaditi

di respiri mancanti.

Dolore dopo dolore.

E così, smisurato, dentro a una pietra arriva l’atto d’amore.

Un vagito che sentiamo armonia pura,

lieve suono magico per chi se ne prenderà cura.

La luce dei bambini attraversa i confini.

Un bambino che nasce è una meraviglia del cielo

Il suo respiro ti strappa un grazie leggero come un velo

La sua anima ora puoi sentirla vicino

è com’era la tua … ed è già in cammino

 

Dimensione parallela (post)

post

(Sottotitolo POST, che non è uno dei post di questo blog dove noi ci ritroviamo a leggerci e scrivere, ma il mio post- operatorio di gennaio e febbraio; dopo “evocati” che avevo postato a dicembre, ho subìto un intervento e queste righe sono entrate e uscite così …..

Nel frattempo vi leggo sempre e desidero ringraziare tutti voi per esserci)

 

Arrivai così in dimensione parallela

Alto il prezzo per entrarvi a scorger pezzi d’alta qualità.

Lenti momenti brevi, incastonati come pietre da ritener preziose

su cerchi sospesi nel susseguirsi ignoto.

Fragile il contatto col mio esile e leggero corpo scattante,

tramutato ora in cristallo per delicato tocco e morbida carezza.

Forte l’impatto con la forza di volontà,

innato dono del cielo per la mia vita in terra.

Indugiando a tratti nel verde scuro dubbio di distese paludose, a chiedermi per quanto tempo l’inevitabile dolore possa trovare illusione di pace in analgesico rimedio.

Perchè fu data ombra alla luce se non per il riposo?

Questa domanda è la risposta che placò il continuo ripetersi dei miei desideri, piccoli sogni di ritorno alla normalità nella dimensione parallela.

Di qui.

Mai potendo immaginare il surreale che avrei trovato.

 

(continua)

evocati…

potenziali-evocati

a me suonava tanto poetico (e come posso io sottrarmi a qualcosa di poetico e sensoriale?), ma sapevo bene che quando sono entrata in ospedale l’altra mattina (evviva : un reparto nuovo che ogni tanto cambiare fa bene) di poetico non c’era proprio niente, solo la magia di immaginare i bambini che quel giorno sono svegli da ore e persi tra le sorprese. Rapiti, trasportati in un altro mondo. Latte e biscotti per la santa e farina per l’asino spariti. Sorrido.

E nemmeno mi aspettava qualche pratica magica per far comparire le anime dei morti… la pratica è sempre e solo quella del ticket all’accettazione.

Costo : un botto (no no, non un botto anticipato di fine anno).

Ma vuoi mettere la coda alla cassa con sottofondo musicale del Natale, lucine e alberelli con addobbi ovunque mi girassi per scorgere un sorriso? Neanche l’ombra di questo “un sorriso”. Va beh, capiamolo, ci penso io.

Costo : zero.

Soddisfazione : “grazie, sono i miei cioccolatini preferiti! come ha fatto a indovinareeeee?” quando ho consegnato allo sportello la scatola dei fondenti insieme alla carta di credito …. “ma non ho indovinato io; è stata la santaaaaaa”.

Altro sorriso, stavolta con lo scambio.

Per farla breve, io il presepe con i personaggi in carne e ossa l’ho visto, lo apprezzo, mi affascina e lo guardo davvero volentieri, ma dell’albero di natale vivente non conoscevo l’esistenza.

Nella saletta col lettino, dopo aver salutato con sorrisi miei e cioccolatini della santa scambiati con i loro sorrisi e grazie,  mi hanno fatta sdraiare, addobbata di fili di diversi colori, elettrodi, aghi, cerchietti con la cremina e, giuro, mi hanno accesa con battiti e scossette. Mi hanno anche fatta alzare e sedere e l’albero è diventato ancora più reale perchè la scossa col disco sulla schiena quella è forte, arriva inaspettata e ti fa rimbalzare in avanti.

Battuta mia al doctor e alla tecnica per accertarmi che l’albero di natale vivente abbia funzionato. Ridiamo.

Risultato : “gli evocati vanno bene”.

Pioggia di sorrisi, auguri e grazie.

albero natale

 

Dal profondo

messaggi in bottiglia

Dal profondo di quegli occhi mi disseto

come quando l’amore trova strada lungo i sorrisi

 

Ricordi

brevi frammenti

immagini veloci infrante dietro al cristallino

ricomposte davanti agli occhi

rielaborate nel cervello

tradotte dal cuore

 

Sono flash, sono scatti, sono istantanee incollate alla memoria

come le foto alle pagine di album mai sgualcite sempre guardate

 

Sono parole, sono frasi, sono voci non dimenticate,

messaggi in bottiglia affidati alle onde

I Bambini Dharma : Progetto “MAMME A UN BIVIO”

Il progetto Mamme a un bivio vuole essere un supporto a quelle donne che decidono di non tenere il bimbo che hanno concepito. Una scelta sicuramente molto sofferta e che non vogliamo giudicare, se non ricordando che la creatura nel loro grembo può avere la possibilità di continuare a vivere.

L’Associazione si riferisce alla possibilità data dal DPR 396/2000 art. 30 comma 2 che consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ ospedale dove è nato, affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica.

La madre potrà partorire nel più totale anonimato; in questo caso il suo nome rimane segreto e sul certificato di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”.

Le future madri che si trovano in difficoltà rispetto alla gravidanza in corso possono rivolgersi a un consultorio familiare dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di competenza territoriale. Lì si trovano figure professionali (assistenti sociali, psicologhe, ostetriche e ginecologi) che possono supportarle in questo momento particolare, qualunque sia la loro scelta rispetto alla prosecuzione della gravidanza o meno.

Il numero verde 800 642358 è attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno; contattandolo, senza dover fornire alcuna generalità, è possibile avere informazioni.

E’ attivo anche un servizio mail al quale queste donne possono rivolgersi per chiedere aiuto e consigli mammeaunbivio@ibambinidharma.it

 

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La strada di tutti

sadchild

Ci sono bambini la cui strada è segnata fin da quando nascono.

Molti di noi credono che la strada di tutti sia già stata disegnata prima, ma i bambini di cui parlo io arrivano da mondi sbagliati, da gente con strade a loro volta già segnate, alcune da generazioni.

E’ qui che mi chiedo se anche loro hanno una scelta così come l’abbiamo avuta noi. Perché a me non sembra, visto il tramandarsi della storia; piuttosto sono convinta che crescano con una tacca dentro, un marchio di fabbrica che li contraddistingue.

Un destino.

Loro non lo sanno.

Mi corrono incontro letteralmente felici e beati quando arrivo, mi saltano in braccio e ridono, qualcuno di loro mi bacia, mi prende per mano e mentre io mi sciolgo d’amore, mi tira nel suo spazio.

Lo spazio di un libro con le figure a loro sconosciute che mi chiedono di raccontare, lo spazio di fogli bianchi e mille colori per riempirli (ma alcuni di loro usano costantemente il nero quasi non si accorgessero degli altri a loro disposizione!), lo spazio di una stanza stretta con tanti giochi che non sono i loro, lo spazio di un cortile triste con l’altalena che spingerei all’infinito pur di sentirli gioire, lo spazio di una scarpina slacciata da ore senza che qualcuno se ne sia ancora accorto.

L’ennesima storia arriva in comunità una sera d’ottobre.

La sua manina dentro ad un’altra più grande che non lascia mai.

Si guarda intorno con incertezza e timore, mentre io rimango stregata da quei suoi grandi occhi scuri che hanno il colore di una notte senza luna.

Anche se ha soltanto due anni, sa già che qualcosa non è al suo solito posto.

La mano più grande è di una giovane donna con l’aria stravolta e gli occhi pesti… dal pianto e da segni inconfondibili che li violentano.

Lividi neri, mezzi viola con sfumature giallastre che vanno a finire sulla parte del viso deturpata.

Non è stato un incidente.

Non si tratta mai di incidenti quando arrivano qui.

Quando arrivano qui è l’ultimo stadio di un percorso sbagliato, a volte il risveglio da un incubo, altre ancora l’incubo che continua.

Qui hanno la possibilità di riscattarsi, almeno stavolta; ma sono controllate a vista, studiate, osservate, analizzate.

Su ognuna di loro pagine di resoconti riempiti dei minimi dettagli.

Loro lo sanno.

Un passo falso e saranno separate dai loro figli.

Se saranno giudicate mamme inadatte, incapaci, inadeguate, se non ci sarà qualcuno a difenderle e a proteggerle, i loro figli saranno affidati ad altre famiglie.

Per fortuna dico io, anche se è un dramma dentro al dramma !

Ma non è questo il caso che ho in mente.

La manina piccola sta ancora stringendo quella forte e sicura della sua mamma.

Mi avvicino pianissimo, tra le mie braccia un orsetto morbido che mi fa da tramite.

Mi accuccio davanti a quella figurina incosciente che mi guarda impaurita.

Come ti chiami? Chiedo.

Il suo nome è tutto una storia e qui da noi, in certi ambienti, potrebbe addirittura essere penalizzante.

Si chiama Giuda, come l’uomo che ha tradito Gesù, ma la mia Giuda è femmina, è un’araba come i cavalli purosangue, bellissima e incantatrice e in questa storia è un uomo che ha tradito lei, il suo papà.

ancora per te……………1108 Grazie a Dora & a Lorenzo

 

love

Ancora per te

perché il sole di questi giorni dà gioia come i tuoi abbracci

la luce nell’aria trasforma i colori del mondo

il calore che sento addosso ha il sapore della passione

dei nostri corpi bagnati dopo l’amore

gli occhi buttati dentro all’anima

quello sguardo

quel sorriso come un sipario calato sulla scena si alza

e mi rivela il tuo sentimento chiaro e messo a nudo

spogliato dal resto

i riflessi di quell’attimo eterno mi riportano ad un’origine mai mutata

 

ed è questo

il respiro

che io trasporto

dentro

il trascorrere dei miei giorni

 

Grazie a Dora Millaci ❤

https://newsdoramillaci.wordpress.com/

per averla resa così (al minuto 7:14)

Grazie anche a Lorenzo Pieri che l’ha declamata con la passione che sento e che ho sentito quando l’ho scritta…. e che sempre sentirò

Grazie di cuore !